Ammissibile la tutela urgente ex #art.700 cod. proc. civ. per il #rilascio dell’#azienda

Rilascio AziendaTrib. Brescia, G.U. Dott.ssa A. Busato, ord. 2 luglio 2015 (conf. Trib. Brescia, G.Rel. Dott. G. Magnoli, 06 agosto 2015)

Il Tribunale di Brescia, anche collegialmente in sede di reclamo, conferma l’ammissibilità della #tutela #cautelare urgente ai sensi e per gli effetti dell’articolo 700 c.p.c. al fine di ottenere il rilascio dell’azienda, sulla scia della più recente giurisprudenza (Tribunale Parma, ord. 18.02.2013; Trib. Civitavecchia, 25.05.2009; Tribunale Ascoli Piceno, 24.03.2006 in Foro It. 2007, 5, 1621; Trib. Firenze, 17.05.2005; Trib. Milano 29.01.2003).

In particolare, secondo i giudici bresciani, il mancato pagamento dei canoni di locazione dell’immobile ove veniva esercitata l’azienda, così come stabilito nel contratto preliminare di cessione dell’azienda intercorso fra le parti, porta a ritenere sussistenti i presupposti per una pronuncia di risoluzione del contratto preliminare per inadempimento del promissario acquirente, con conseguente suo obbligo di rilascio dell’azienda in favore della ricorrente.
Quanto al periculum in mora la perdita della disponibilità dei locali aziendali integra un grave danno per la sopravvivenza stessa dell’azienda non riparabile in forma specifica e difficilmente riparabile per equivalente.

A tal proposito anche la dottrina ha precisato come sia capzioso dire che non è irreparabile il danno derivante dal ritardo nella restituzione di un’azienda al termine del contratto d’affitto o a seguito di risoluzione del contratto, talché in questi e, in generale, nei casi di obbligazioni relative a beni infungibili, non può non essere ravvisata l’irreparabilità del danno, con concessione senza dubbio della tutela d’urgenza ex s’articolo 700 c.p.c. (R. Conte, Tutela d’urgenza fra diritto di difesa, anticipazione del provvedimento e di irreparabilità del pregiudizio, in Rivista Diritto Processuale 1995, pag. 246).

In ordine all’ammissibilità della tutela ex art. 700 cod. proc. civ. i Giudici rilevano come non sussistano i presupposti per il ricorso ad altre misure cautelari, non essendo idoneo alla tutela degli interessi sottesi all’istanza formulata in via principale il sequestro giudiziario che priverebbe comunque l’istante della disponibilità del bene.

Per avere copia dei provvedimenti si potrà prendere contatto direttamente con l’avv. Paolo Pedretti



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