#SpeseStraordinarie e #Assegno di #Mantenimento

Il #Mantenimento #ordinario e #straordinario dei figli

Night OutSpese straordinarie, ecco un tema su cui i #coniugi separati si trovano spesso a litigare!
Ma che cosa sono le spese straordinarie?
Il legislatore non fornisce una nozione chiara ed univoca ed è questa la principale ragione per cui il contenzioso nascente dopo la #separazione è particolarmente cospicuo.
Spetta infatti al Giudice individuare e categorizzare le singole fattispecie concrete all’interno del mantenimento ordinario (assolto dal genitore obbligato con il versamento dell’assegno mensile) o meno.
Secondo la giurisprudenza costante e prevalente, spese ordinarie sono quelle atte a soddisfare i bisogni quotidiani del minore; spese straordinarie, in via residuale, sono, invece, quelle che conseguono ad eventi eccezionali della vita dei figli, imprevedibili, imponderabili, in ogni caso, sinteticamente, quelle che non rientrano nell’ordinario regime di vita dei minori, anche considerato il contesto socio-economico in cui sono inseriti.
A titolo esemplificativo le voci di spesa da intendersi come straordinarie possono essere raggruppati in tre gruppi:

  • spese relative alla salute (visite specialistiche, interventi chirurgici, particolari terapie);
  • spese relative all’istruzione (tasse scolastiche, tasse universitarie, libri scolastici, corsi di specializzazione, trasporti, gite scolastiche);
  • spese sportivo-ricreative (attività sportive, artistiche, ricreative o ti spacco).

Le maggiori questioni che sorgono fra i genitori riguardano il consenso che deve essere prestato, o meno, anche dal genitore con cui il figlio non vive (in primis il padre).
In regime ormai generalizzato di affido condiviso, eccezion fatta per le spese mediche indifferibili e per poche altre spese che potranno evidentemente essere sostenute anche in assenza del consenso dell’altro genitore, il preventivo accordo è ritenuto elemento essenziale per il rimborso.

Così la giurisprudenza maggioritaria: “nel regime di affidamento condiviso dei figli, che presuppone la condivisione delle scelte di vita quotidiana dei minori, la rimborsabilità delle spese straordinarie cosiddette semplici (ossia implicanti decisione di maggior interesse per la prole), non comprese nell’assegno ed unilateralmente assunte da uno dei genitori senza informare l’altro (o in presenza di suo esplicito dissenso), non può che essere rimessa, di volta in volta, alla valutazione del giudicante, il quale valuterà le ragioni del rifiuto (e, quindi se trattasi di spesa trasmodante rispetto al tenore di vita o non conforme all’esigenza di sviluppo della prole), ovvero la sussistenza dei requisiti della necessità e dell’urgenza” (Trib. Catania, sent. 4\12\2008, est. Di Stefano, in Fam e minori n. 2\2009, 60).

Per cercare di prevenire l’inevitabile contenzioso che può sorgere in ordine alla concreta individuazione di tali spese, alcuni Tribunali hanno adottato specifici protocolli che determinano sia le spese straordinarie che necessitano il preventivo consenso di entrambi i genitori sia le modalità di rimborso a favore del genitore che le sostiene in via anticipata.
A tal proposito si allega il protocollo del Tribunale di Brescia particolarmente esaustivo e completo.



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